LE CHICCHE IN PUGLIA
Controllare gli orari di apertura dei luoghi (diversi per ogni città).
L’orario di chiusura dei Beni può essere anticipato nel caso si formassero code troppo lunghe.
Le aperture dei luoghi di Giornata FAI sono tutte a cura di volontari.
BARI
Banca d’Italia
Il Regio Decreto del 18 agosto 1861 autorizzò la Banca Nazionale del Regno ad aprire una succursale a Bari, inaugurata il 3 agosto 1863, a riconoscimento della rilevanza economica e politica della città. Grazie al volume degli affari e l’entità degli utili conseguiti dalla Filiale della Banca, da succursale si trasformò in sede e nel 1932 venne inaugurato il nuovo edificio, su un’area di 3.000 metri quadrati, tra i più belli e importanti della città. La sede si snoda su quattro livelli, la struttura architettonica, in ottimo stato di conservazione, presenta elementi di pregio come il salone del pubblico, con le vetrate artistiche dei velari a soffitto di ispirazione liberty. Lo scalone in marmi pregiati, di chiara impostazione eclettica, accompagna fino al primo piano dove è possibile ammirare la sala del Consiglio, con un pregevole esempio di soffitto a cassettoni.
Ivan Iusco. Compositore e regista.(Bari 1970) Ha composto le colonne sonore di numerosi film fra i quali: "Ho Voglia Di Te" di Luis Prieto, "L'Amore Ritorna" di Sergio Rubini, "Mio Cognato" e "Lacapagira" di Alessandro Piva. Nel 1987 ha fondato l'etichetta di produzione e supervisione musicale Minus Habens di cui è tuttora direttore artistico.Nel 2010 ha esordito come regista con il cortometraggio "The Synth" premiato al Los Angeles Cinema Festival of Hollywood 2011, selezionato al Zero Film Festival 2011 a Londra e al Palazzo Delle Esposizioni di Roma nel 2012
DELICETO (FG)
Castello Normanno Svevo - Bene normalmente chiuso al pubblico
La nascita del castello risale alla seconda metà del IX secolo e ha subito nel corso dei secoli rifacimenti che si sono protratti fino al periodo aragonese. Grazie alla sua particolare posizione strategica oltre che stabile dimora nobiliare, ha avuto per molti secoli la funzione di fortezza di grande importanza militare. Il castello presenta oggi una forma di trapezio irregolare con tre torri agli angoli, l’ingresso è sormontato da uno stemma rettangolare scolpito in pietra arenaria, dei Piccolomini D’Aragona, risalente all’anno 1444. Agli inizi degli anni ’50 fu sottoposto a lavori di restauro conservativo, che gli hanno dato la forma e l’aspetto attuale.
LECCE
Banca d’Italia - Bene normalmente chiuso al pubblico
La sede della Banca d’Italia – Filiale di Lecce è stata realizzata negli anni del primo Novecento, nel pieno del centro storico della città. Per far posto all’edificio si procedette a una serie di demolizioni e scavi, che portarono alla luce cantine, pozzi, cisterne per il deposito delle acque piovane, oltre a vari elementi riferiti al periodo messapico e romano. L’esterno si presenta in stile ”fiorentino” in quanto ricorda i Palazzi Medici, l’interno invece riscontra la tipologia dell’edilizia corrente nel periodo di costruzione. L’edificio ha subito varie trasformazioni nel tempo. Particolari degni di nota del fabbricato sono il salone del pubblico e la scala monumentale realizzata in pietra di Trani.
COPERTINO (LE)
Castello Angioino, Chiesa San Marco e cappella della Maddalena - Bene normalmente chiuso al pubblico
Il castello fu completato nel 1540 su committenza del marchese Alfonso Granai Castriota, generale di Carlo V e feudatario della vasta Contea di Copertino. Impostato su una pianta quadrilatera, l'edificio rinascimentale racchiude a più livelli i resti della precedente fortificazione medievale: il mastio angioino a base scarpata, una grande scuderia, alcuni ambienti abitativi e una minuscola cappella gentilizia venuta alla luce nel corso dei restauri eseguiti tra il 1971 e il 1983. La cappella è di forma quadrata con unica abside fortemente decentrata. Le pareti, come si intuisce dai frammenti pittorici superstiti, accoglievano un ciclo di altissima qualità con le Storie di Cristo e della Maddalena.
TARANTO
Necropoli - Bene normalmente chiuso al pubblico
Importante necropoli di circa 140 sepolture, riferibili a uno dei settori più rappresentativi della necropoli tardoclassica ed ellenistica, sito utilizzato prevalentemente per usi funerari già a partire dalla fine del VII - prima metà VI secolo a.C. Sono conservate otto interessanti tombe a camera, inquadrabili fra il IV e il III secolo a.C. che presentano una kline (letto funebre), a volte con modanature e superfici intonacate e dipinte.
Tomba a camera.
Si tratta di un ipogeo (tomba monumentale), espressione di un nucleo familiare relativo a un ceto sociale abbiente, utilizzato tra il 330 a.C. e il III secolo a.C. avanzato, e costituisce pertanto una delle testimonianze più antiche del rinnovato uso, interrotto agli inizi del V secolo a.C., di monumentalizzazione della necropoli che caratterizzerà a Taranto l’età ellenistica, anche dopo la conquista romana.


