LE CHICCHE IN LOMBARDIA
Controllare gli orari di apertura dei luoghi (diversi per ogni città).
L’orario di chiusura dei Beni può essere anticipato nel caso si formassero code troppo lunghe.
Le aperture dei luoghi di Giornata FAI sono tutte a cura di volontari.
MILANO
Casa Circondariale “San Vittore”
Il carcere è stato edificato tra il 1872 e il 1879, nel momento di espansione della seconda rivoluzione industriale. L’edificio si rifà al modello settecentesco del panopticon - struttura che consente di controllare costantemente l’individuo, privandolo del contatto visivo con la realtà esterna - con sei braccia di tre piani l'una. Tra i raggi vennero costruite le cosiddette "rose" di passeggio divise in venti settori destinati ciascuno a un singolo detenuto. La struttura era all’avanguardia per impianti tecnologici e di sicurezza: riscaldamento, montavivande, servizi igienici, acqua corrente ne facevano un modello.
Palazzo Cusani
Il Palazzo, edificato nei primi decenni del ‘600, si trova nel cuore di Brera. Fondato dal marchese Cusani, fu ampliato tra il 1712 e il 1719 con una facciata particolarmente fastosa, espressione del prestigio dell’illustre famiglia. Il palazzo fu ulteriormente migliorato nella seconda metà del ‘700 da Ferdinando Cusani che curò la sistemazione della facciata interna, rivolta verso il giardino, affidandola all’architetto Giuseppe Piermarini, che la realizzò tra il 1775 e il 1779 secondo un disegno composto e armonico. Nel 1808 il palazzo fu venduto al demanio del Regno Italico e successivamente passò al Comando Militare austriaco della Lombardia, divenendo in seguito sede dei comandi militari italiani.
Banca d’Italia
Il palazzo, aperto al pubblico per la prima volta nella sua storia, fu edificato tra il 1907 e il 1912 su progetto di Luigi Broggi e Cesare Nava per volere del presidente della Banca d’Italia Tommaso Bertarelli che riteneva insufficiente la precedente sede. All’interno sono presenti vere e proprie opere d’arte come il salone del pubblico, lo scalone d’onore, la sala del Consiglio e il salone delle assemblee riportato ai suoi splendori liberty dopo un recente restauro. Oltre agli arredi originali d’epoca, si potranno contemplare alcune opere d’arte di proprietà della Banca: i dioscuri di Giò Pomodoro e alcuni capolavori di Balla, Guttuso e Hayez.
Palazzo di Giustizia
Il palazzo di Giustizia di Milano (1932-1940), sede del Tribunale, è una delle più significative opere architettoniche edificate durante il ventennio fascista in Italia. Progettato dall'architetto Marcello Piacentini in stile "razionalista monumentale" è un edifico dalle dimensioni impressionanti: occupa un quadrilatero di circa 30.000 metri quadrati, con un fronte principale lungo 120 metri e alto 38 e fronti laterali di più di 200 metri di lunghezza. L'edificio, rivestito completamente in marmo, è arricchito al suo interno da numerose e notevoli opere dei maggiori artisti dell'epoca. Affreschi, mosaici e sculture che arricchiscono aule e corridoi raccontano la storia della Giustizia attingendo soprattutto alla tradizione religiosa cristiana e alla storia di Roma. Gli artisti principali che hanno lavorato alle decorazioni sono: Arturo Martini, Carlo Carrà, Fausto Melotti e Mario Sironi.
Laboratori Scala Ansaldo - Bene normalmente chiuso al pubblico
Nell’ex insediamento industriale delle acciaierie Ansaldo, nel 2001 vennero riuniti tutti i laboratori del Teatro alla Scala. Un'imponente struttura di 20.000 metri quadrati, divisa in tre padiglioni intitolati al regista Luchino Visconti, allo scenografo Nicola Benois e al costumista Luigi Sapelli (nome d'arte Caramba), capace di ospitare la maggior parte delle lavorazioni artigianali degli allestimenti scenici - scenografia, scultura, termoformatura, falegnameria, officina meccanica, assemblaggio scene, sartoria, elaborazione costumi, lavanderia. Uno spazio dove oltre ad essere custoditi più di 60.000 costumi di scena, sono presenti le sale prova per il coro e uno spazio scenico per le prove di regia perfettamente corrispondente al palcoscenico del Piermarini.
Palazzo Lombardia
Palazzo Lombardia è la nuova sede del Governo Regionale, dove lavorano circa 2.800 persone. Composto da edifici curvilinei di 8 piani e da una torre centrale di 39 piani alta 161,3 metri, occupa un’area di 30.000 metri quadrati, nella zona Garibaldi-Repubblica-Varesine. Spazio dell’incontro tra istituzione e cittadinanza, è anche un pezzo di città a disposizione di tutti, con una piazza coperta di 4.000 metri quadrati – denominata Piazza Città di Lombardia - su cui si affacciano negozi e spazi espositivi. Il Palazzo vuole essere anche un modello di architettura eco-sostenibile, grazie alla vasta gamma di soluzioni tecnologiche innovative che utilizza: il muro climatico a doppia pelle con sistema a brise soleil, i pannelli fotovoltaici per la produzione di energia, i tetti giardino, le pompe di calore alimentate da acqua di falda.
GERNO DI LESMO (MB)
Villa Mellerio "il Gernetto"
La Villa costruita nella seconda metà del ‘700 da Simone Cantoni e ampliata nel 1815, è un imponente complesso tardo neoclassico, in posizione panoramica sulla Valle del Lambro; si compone di numerosi corpi di fabbrica che danno vita ad ampi cortili sui quali spicca la torre belvedere, probabilmente costruita su una preesistente fortificazione rinascimentale. Finita di restaurare nel 2010 non è mai stata aperta al pubblico.
SIRMIONE (BS)
L’area archeologica delle Grotte di Catullo: La Villa Romana, Il Museo Archeologico, Il viridarium - “grande uliveto” e il “campo delle noci”
Le Grotte di Catullo sono la più vasta area archeologica dell’Italia settentrionale, un’area di oltre due ettari che, acquisita dallo Stato nel 1948, rappresenta un rarissimo esempio di tutela di un complesso immerso nel suo ambiente naturale, ma bisognoso di cure e di azioni di valorizzazione.
Il FAI ha “puntato i riflettori” su questo sito, bisognoso di opere di pulitura e ripristino dei sentieri, perché possa essere vissuto e reso disponibile a un pubblico sempre più ampio, aprendosi alle visite e a eventi culturali, in grado di attivare nella comunità processi di conoscenza, riappropriazione, reinterpretazione del patrimonio.
Brescia
Antonio e Giovanni Tagliaferri protagonisti dell’architettura bresciana tra Otto e Novecento
Itinerario tra 16 luoghi progettati e realizzati dai Tagliaferri, molti dei quali normalmente chiusi al pubblico, che offrono una panoramica esaustiva dell’opera dei due architetti, figure che hanno in modo originale e significativo delineato non solo il volto del territorio bresciano ma teorizzato e affermato uno stile originale e innovativo.
MOLTRASIO (CO)
Villa Passalacqua - Bene normalmente chiuso al pubblico
Il nucleo originale della villa venne edificato, verso la fine del '700, sulle rovine di un antico monastero degli Umiliati per volontà della famiglia Odescalchi; nel 1787 passò al conte Passalacqua che ne fece una sontuosa dimora dall'ampio giardino degradante verso il lago. La villa divenne poi residenza di Giambattista Lucini Passalacqua che qui si intratteneva con artisti, letterati e musicisti, tra cui Vincenzo Bellini che fu ospite fra il 1829 e il 1833 traendovi ispirazione per la composizione di alcuni suoi capolavori quali Norma e La sonnambula.
CREMONA
Palazzo Tinti Pallavicino Clavello, sede della Prefettura e dell’Amministrazione Provinciale - Bene normalmente chiuso al pubblico
L’attuale sede della Prefettura e dell’Amministrazione Provinciale di Cremona è un complesso di edifici ottocenteschi frutto di successivi accorpamenti attorno a un nucleo costituito dal cortile cinquecentesco di Palazzo Tinti. Il palazzo, di proprietà di privati, passò successivamente al Comune di Cremona e dal 1865 divenne sede della Provincia e della Prefettura. Subì impegnativi lavori di trasformazione a cui si dedicarono i migliori artisti cremonesi del tempo. In occasione della Giornata FAI sarà possibile accedere alle sale della Presidenza, della Direzione Generale e della Giunta dell’Amministrazione Provinciale, raramente frequentate dalla cittadinanza.
CERNUSCO SUL NAVIGLIO (MI)
Villa Alari Visconti - Bene normalmente chiuso al pubblico
L’edificio risale all’inizio del ‘700 quando Giacinto Alari commissionò all’architetto Ruggeri, celebre anche per Villa Arconati a Bollate e Palazzo Cusani a Milano, l’edificazione di una sontuosa villa sulla sponda del Naviglio della Martesana. Qui Ruggeri elabora il suo stile che si rifà agli esempi del barocco romano. All’interno gli ampi saloni conservano alti soffitti affrescati. Dal 1772 al 1776 l’Arciduca Ferdinando e la moglie Beatrice d’Este trascorsero la villeggiatura circondati dalla corte, rendendo Cernusco la “capitale estiva” del ducato di Milano. Attualmente la Villa è di proprietà comunale ed è in attesa di restauro.


