LE CHICCHE NEL LAZIO
Controllare gli orari di apertura dei luoghi (diversi per ogni città).
L’orario di chiusura dei Beni può essere anticipato nel caso si formassero code troppo lunghe.
Le aperture dei luoghi di Giornata FAI sono tutte a cura di volontari.
ROMA
Acquedotto Claudio - Acquedotto Felice - Bene normalmente chiuso al pubblico
Sulla via Tuscolana si incrociano i resti monumentali di tre acquedotti: quello più antico detto dell’Acqua Marcia (Quintus Marcius rex 144 a. C.), il più imponente con la sua lunghezza di 91 km, quello di Claudio (41-54) e quello Felice del 1585-89, che fu portato a termine sotto il papato di Sisto V. Sono ancora visibili alcune grandiose arcate, ormai quasi completamente inglobate nell’edilizia urbana oltre ai ruderi abitativi di origine medioevale e il basolato di una strada romana forse parte di una necropoli, visto il ritrovamento di tombe nei restauri recenti.
Casina Vagnuzzi
La struttura originaria di questa palazzina risale alla metà del Cinquecento. Oltre due secoli dopo fu inserita nella Villa Poniatowski, di proprietà del nipote del re di Polonia e nel 1818 venne ristrutturata: tre piani e una loggia aperta su un bellissimo giardino all’italiana. Le tormentate vicende familiari costrinsero Poniatowski a lasciare Roma, cedendo il Casino all’amico Luigi Vagnuzzi, che nel 1844 trasformò l’edificio in una splendida villa di campagna con giardino all’inglese. Dopo vari passaggi di proprietà, la Casina Vagnuzzi dal 1939 appartiene al Comune di Roma, che l’ha assegnata nel 1960 all’Accademia Filarmonica Romana, compreso il bellissimo parco che si estende fino alle pendici dei Monti Parioli.
Complesso Borrominiano dell’Oratorio dei Filippini
La costruzione del Palazzo - detto anche Oratorio poiché San Filippo Neri qui istituì una nuova forma musicale che consisteva nella recitazione di sermoni sacri alternati a musiche polifoniche - durò circa un secolo dal 1575. Vari architetti si avvicendarono nella vasta opera: tra questi spicca Francesco Borromini che realizzò le parti più significative del complesso: la facciata, la biblioteca e la torre dell’orologio. I padri Filippini occupano attualmente solo un’ala dell’edificio, mentre il resto del Palazzo è sede di varie istituzioni culturali tra cui l’Istituto Storico Italiano per il Medioevo, l’Archivio Storico Capitolino, la Biblioteca Vallicelliana, progettata dal Borromini. Ancora oggi sono presenti le stanze dove visse e morì il Santo con reliquie e oggetti di notevole interresse storico-artistico.
Le pendici di Villa Celimontana: il ninfeo dell’Uccelliera e le Fontane Seicentesche - Bene normalmente chiuso al pubblico
La Villa, situata sul colle del Celio, fu acquistata insieme al suo grande parco nel 1553 da Ciriaco Mattei, esponente di una delle più importanti famiglie patrizie romane. I lavori di risistemazione terminarono nel 1581 e la costruzione del “casino delle delizie” fu affidata all’architetto Jacopo del Duca, allievo di Michelangelo. Dal 1926 ospita la Società Geografica Italiana che conserva la biblioteca di settore più grande d’Italia. Il Ninfeo dell’Uccelliera presenta all’ingresso una originaria statua di Ercole e un recente restauro ha svelato un pavimento in mosaico che rappresenta l’emblema dell’Aquila Mattei. Dell’Uccelliera non v’è più traccia e solo tre delle numerose scenografiche fontane che abbellivano i giardini sono tuttora visibili.
Villa Madama - Bene normalmente chiuso al pubblico
La villa fu realizzata dopo il 1517 per volere del cardinale Giulio de’Medici, futuro Papa Clemente VII. Furono incaricati i maggiori artisti del tempo, Raffaello, Giulio Romano e Antonio da Sangallo il giovane, ma il programma architettonico raffaellesco non fu terminato a causa della morte dell’artista e delle vicende politiche della città. Dopo la morte di Clemente VII, la villa divenne la residenza ufficiale di Margherita d’Austria, detta “Madama” da cui il nome della villa. Successivamente cadde in un progressivo abbandono, fino a quando passò in proprietà ai conti Dentice di Frasso, che rispettosi dei progetti raffaelleschi ripristinarono completamente la villa. Dal 1940 Villa Madama è proprietà dello Stato Italiano che la usa per funzioni di alta rappresentanza. Per la prima volta in assoluto sarà possibile visitare l'appartamento del secondo piano della villa: vi si accede da una scala elicoidale in stile rinascimentale, ispirata a quella del Mascherino nel Palazzo del Quirinale. Gli ambienti conservano ancora alcuni degli arredi del tempo: sorprendente per sfarzo la grande sala da bagno della contessa.
RIETI
Le ville di campagna dell’aristocrazia reatina
Villa Rosati Colarieti, Villa Vecchierelli, Villa Ponam - Beni normalmente chiusi al pubblico
Costruite insieme ad altre agli inizi dell’800 sulle colline che circondano Rieti e la sua piana, rappresentano in piccolo una realtà diffusa in Italia che ha prodotto fenomeni ben più famosi quali le Ville Venete e le Ville Vesuviane. Le ville erano la residenza estiva delle famiglie nobili reatine, immerse nel verde con giardini all’italiana, cappelle private e nel caso anche un piccolo teatro.
PALIANO (FR)
Palazzo Colonna
Nel 1620 a Paliano il Granduca Filippo I Colonna avvia la costruzione del palazzo, attiguo alla Chiesa di S. Andrea dove c’era la tomba di famiglia. L’edificio venne ultimato attorno al 1630 anche se l’enorme complesso che inglobava anche la Collegiata fu portato a termine tra il 1664 e il 1666. I lavori vennero affidati ad Antonio il Grande che realizzò il progetto tenendo conto dei lavori precedenti. Il percorso prevede la visita di due ampie e importanti sale: quella degli Arazzi e quella di Martino V.
GAETA (LT)
Castello Angioino, Università degli Studi di Cassino- Bene normalmente chiuso al pubblico
Castello Aragonese – Caserma Mazzini, Scuola Nautica Guardia di Finanza
Le prime notizie storiche di una costruzione fortificata risalgono al periodo del Ducato (secolo IX-X). Realizzato durante la dominazione francese degli angioini, fatto costruire dall'imperatore Carlo V insieme a tutte le altre opere di difesa militare che andarono a rafforzare la Piazzaforte di Gaeta. Ha pianta di forma irregolare, pressoché trapezoidale, con tre torri tronco coniche di cui una munita di cupola. L'ala angioina fino a pochi anni fa è stata sede del Carcere Militare di Gaeta, attualmente è di proprietà dell’Università di Cassino che ne ha ristrutturato una parte. La struttura che oggi ammiriamo, è detta Castello Angioino-Aragonese perché è composta da due edifici comunicanti realizzati in due momenti storici diversi, uno più in basso detto "Angioino", e uno più in alto detto "Aragonese. Ancora oggi all'interno possiamo vedere la chiesa di S. Teodoro (secolo XIII).
Caserma Cavour, Scuola Nautica Guardia di Finanza - Bene normalmente chiuso al pubblico
La caserma Cavour è collocata all’interno della struttura nata come convento e chiesa di Santa Caterina. Originariamente ospitante le monache benedettine di san Chirico. Le origine del complesso conventuale risalgono al IX secolo e la struttura mantenne la destinazione sacra fino al XVIII. Nel 1255, il primo podestà di Gaeta, Don Gilberto De Ramisidis, fece erigere nella parte più alta del promontorio di Gaeta, dove si trovava anche il convento un grande faro. A partire dal 1835, considerando anche la posizione strategica, il convento fu destinato a funzioni militari.
Nel 1849, la chiesa fu temporaneamente trasformata in magazzino viveri. Durante i due conflitti mondiali del XX secolo l’ex convento fu utilizzato come ospedale e infermeria. La chiesa di Santa Caterina fu sconsacrata nel 1989. Dopo importanti lavori di ristrutturazione, nel 1997 l’ex struttura conventuale è stata destinata a sede del Comando Scuola Nautica della Guardia di Finanza.
Itinerario in collaborazione con la Regione Lazio
“La Necropoli etrusca di Cerveteri, Palazzo Farnese a Caprarola e il santuario di San Francesco a Greccio, torneranno a vivere grazie alle nuove tecnologie, al 3D, ad avatar e agli ologrammi, agli effetti luminosi e sonori in grado di ricostruire virtualmente gli usi e i costumi dei nostri antenati – ad annunciarlo l’assessore alla Cultura, Arte e Sport della Regione Lazio Fabiana Santini in occasione della presentazione della 20° edizione delle Giornate Fai di Primavera 2012 – è il progetto di valorizzazione del territorio che la Regione Lazio in collaborazione con Filas ha promosso in occasione delle Giornate Fai di Primavera. Si tratta di aperture eccezionali di alcuni siti per i quali si sta mettendo a punto una fruizione alternativa a quella della visita classica. Attraverso le ricostruzioni virtuali progettate e realizzate da Piero Angela e Paco Lanciani, alcuni siti di straordinaria bellezza e di incredibile interesse storico-artistico come il sito Unesco della Necropoli della Banditaccia a Cerveteri, Palazzo Farnese a Caprarola, uno dei migliori esempi di architettura rinascimentale, ma anche il Santuario Eremo di Greccio che fu eretto personalmente da San Francesco, nelle giornate del 23 e 24 marzo potranno essere eccezionalmente visitati dal pubblico. Tutti questi siti, infatti, fanno parte del progetto Fouturing realizzato da Filas per conto della Regione Lazio, un progetto in via di ultimazione di cui, nelle Giornate Fai di Primavera, si potranno vedere le prime anticipazioni. Con questo progetto la Giunta Polverini mette un altro tassello alle sue politiche di valorizzazione del territorio, utilizzando per la prima volta tecnologie di ultima generazione che permettono una rivalutazione non invasiva del territorio ma ricca di grandi suggestioni e di incredibile forza evocativa”.
CERVETERI (RM)
Necropoli della Banditaccia di Cerveteri
La necropoli etrusca della Banditaccia è posta su un'altura tufacea a nord-ovest di Cerveteri (RM), e nei suoi circa 400 ettari di estensione si trovano molte migliaia di sepolture dalle più antiche del periodo villanoviano (IX secolo a.C.) alle più "recenti" del periodo etrusco (III secolo a.C.). La sua origine va ricercata in un nucleo di tombe villanoviane nella località Cava della Pozzolana, ed il nome "Banditaccia" deriva dal fatto che dalla fine dell'Ottocento la zona viene "bandita", cioè affittata tramite bando, dai proprietari terrieri di Cerveteri a favore della popolazione locale. Vista la sua imponenza, la Necropoli della Banditaccia è la necropoli antica più estesa di tutta l'area mediterranea.
Nella più estesa necropoli antica di tutta l’area mediterranea e patrimonio Unesco, un’originale modalità di fruizione - esempio di realtà aumentata - fonde il patrimonio archeologico con avanzate tecniche di spettacolarizzazione per mostrare ‘dal vivo’ ai visitatori come erano le tombe etrusche e i loro tesori rimasti sepolti per oltre due millenni.
Queste le componenti principali del progetto finanziato e realizzato dalla Regione Lazio tramite Filas, nell’ambito delle azioni del Distretto Tecnologico per i beni delle attività Culturali.
Il progetto “Viaggio nel mondo degli Etruschi” si propone di offrire al pubblico, attraverso l’utilizzo di tecnologie innovative per la digitalizzazione e fruizione dei beni culturali, un modo nuovo per visitare la Necropoli di Cerveteri. Fulcro dell’iniziativa è il racconto della storia e della cultura etrusca direttamente attraverso gli oggetti e i luoghi.
Proiezioni, effetti luminosi e sonori riproducono corredi, ampolle e arredi che un tempo ornavano le otto tombe etrusche più rappresentative della Necropoli, spiegandone attraverso la voce di Piero Angela (ma anche in altre cinque lingue) usi e costumi dell’epoca. Il progetto prevede anche un filmato 3D che consente di ammirare i reperti custoditi nel Museo archeologico di Cerveteri e in vari musei del mondo.
La visita nella Necropoli si arricchisce inoltre di una App per smartphone che funge da guida interattiva sul posto, un’installazione con plastici animati all’interno della sala Didattica del sito e un filmato introduttivo costituito da uno speciale documentario che racconta il mondo degli Etruschi.
Gli oggetti sono ricostruiti con assoluto rigore scientifico e rispetto per la sacralità dei luoghi. Caratteristica principale delle installazioni infatti è il mix non invasivo tra mondo reale e virtuale: la priorità è data all’autenticità del reperto archeologico, per il quale la tecnologia è solo un arricchimento attraverso cui rivedere le tombe e i loro spettacolari corredi per rivivere le suggestioni del rito funebre.
Inoltre questo e molto altro è integrato all’interno del portale del Distretto Tecnologico per i beni e le attività Culturali (www.futouring.it).
CAPRAROLA (VT)
Palazzo Farnese Caprarola
Il Palazzo Farnese (o Villa Farnese) si trova a Caprarola .È uno dei migliori esempi di dimora rinascimentale, costruito per la famiglia Farnese. Il palazzo inizialmente doveva avere caratteristiche difensive come era comune nelle dimore signorili del territorio laziale tra XV e XVI secolo. Il progetto venne inizialmente affidato ad Antonio da Sangallo il Giovane dal cardinale Alessandro Farnese il Vecchio. I lavori iniziarono nel 1530,vennero sospesi nel 1546 a causa della morte del Sangallo. Affidati successivamente al Vignola dal cardinale Alessandro il Giovane ripresero solo nel 1559. Il Vignola modificò radicalmente il progetto originale: la costruzione, pur mantenendo la pianta pentagonale dell'originaria fortificazione, venne trasformata in un imponente palazzo rinascimentale, che divenne poi la residenza estiva del cardinale e della sua corte. Vignola fece tagliare la collina con scalinate in modo da isolare il palazzo e, allo stesso tempo, integrarlo armoniosamente col territorio circostante; inoltre fu aperta una strada rettilinea nel centro del paesino sottostante, così da collegare visivamente il palazzo alla cittadina ed esaltarne la posizione dominante su tutto l'abitato. Alla villa sono annessi gli "Orti farnesiani" (con lo stesso nome dei giardini della famiglia sul colle Palatino a Roma, uno splendido esempio di giardino tardo-rinascimentale, realizzato attraverso un sistema di terrazzamenti alle spalle della villa, arroccati sul colle dal quale s'erge la costruzione e collegati dal Vignola con la residenza attraverso dei ponti.
La storia e la memoria delle famiglia Farnese rivivono con sistemi multivisione, ricostruzioni in 3D, quadri parlanti e libri virtuali con la “La Tuscia Farnese”, l’allestimento multimediale che arricchisce il percorso di visita al Palazzo Farnese di Caprarola. Grazie all’utilizzo di tecnologie con sistemi di proiezione immersiva e olografica é possibile visitare anche le stanze sotterranee del Palazzo un tempo vuote. Si parte con la libreria virtuale dotata di grandi schermi touch screen, dove è possibile sfogliare 17 libri antichi in modalità ‘turning page’, per finire con il corridoio dei quadri parlanti, dove sono i ritratti stessi a raccontare la loro storia. In particolare, quello di Ranuccio e di Giulia La Bella esce dalla cornice per condurre gli spettatori verso la sala del teatro per il racconto multimediale finale.
Queste le componenti principali del progetto finanziato e realizzato dalla Regione Lazio tramite Filas, nell’ambito delle azioni del Distretto Tecnologico per i beni delle attività Culturali.
Nel viaggio multimediale é possibile ripercorrere attraverso un avatar la ricostruzione 3D del Ducato di Castro, di cui oggi non rimangono che poche rovine, visualizzare la timeline dei cambiamenti urbanistici del periodo farnesiano e fare Virtual Tour nelle sale del Palazzo, con l’ausilio di smartphone, tablet e touch screen. Con un vero salto nel passato, lungo le pareti della ‘sala del fungo’ si possono rivivere le vicende salienti di due secoli di storia farnesiana, raccontata dai suoi stessi protagonisti attraverso una proiezione circolare di 60 metri realizzata grazie a tecniche di montaggio cinematografico, proiezioni olografiche da 15 apparecchi e una regia centralizzata. Il tutto in una dimensione di racconto che non rispetta la consueta forma cronologica ma coinvolge emotivamente lo spettatore in un’atmosfera onirica, dove gli elementi storici vengono trasportarti sulla parete come sulla scia della corrente. Ad arricchire l’esperienza della ‘Tuscia Farnese’ due app mobile per iPhone e iPad: la prima accompagna il turista ‘in tour’ con itinerari tematici nella provincia di Viterbo, la seconda (scaricabile anche su iPod) permette al turista di acquisire informazioni e curiosità nel corso della visita a Palazzo Farnese con l’ausilio di un codice e una telecamera.
Inoltre questo e molto altro è integrato all’interno del portale del Distretto Tecnologico per i beni e le attività Culturali (www.futouring.it).
GRECCIO (RI)
Santuario di San Francesco a Greccio
Il Santuario Eremo di Greccio è uno dei quattro santuari eretti personalmente da San Francesco, insieme al Santuario di Fonte Colombo, al Santuario della Foresta, e il convento di Poggio Bustone. Il Sito è incassato, ad un'altitudine di 665 m s.l.m., nella roccia dei monti nella immediate vicinanze dell’antico borgo medievale di Greccio con uno splendido affaccio sull’ampia conca reatina. La più suggestiva delle tradizioni vuole che il Santo abbia scelto questo luogo in base ad un bambino a cui il poverello di Assisi fece lanciare un tizzone il quale, volando come una saetta, terminò la sua corsa sulla parete rocciosa di un monticello di proprietà di un feudatario di Greccio, il Velita. Lì venne costruito l’attuale eremo. Lo stesso Velita nel 1223 spinse San Francesco a dare vita ad una splendida rievocazione, con personaggi viventi, della nascita del Cristo nella Notte di Natale. La leggenda narra che il bambinello, unico personaggio non vivente della rievocazione, prese vita per poi tornare inanimato. Da allora Greccio ed il suo santuario sono il paese del primo presepe nel mondo. In seguito venne gemellata con Betlemme.
Tour multimediali, virtual book e app mobile per conoscere il Santuario di Greccio nel complesso francescano della Valle Santa Reatina e la vita di San Francesco.
Queste le componenti principali del progetto finanziato e realizzato dalla Regione Lazio tramite Filas, nell’ambito delle azioni del Distretto Tecnologico per i beni delle attività Culturali.
Da un’immagine aerea parte la visita virtuale che conduce il turista nei luoghi presenti nelle mappe: dalla Cappella del presepe alla grotta di Francesco fino alla Biblioteca. Un percorso guidato da una voce narrante che può essere scelto seguendo le indicazioni o selezionando direttamente gli ambienti di interesse. La visita del complesso francescano di Greccio prevede anche una App per iPhone e iPad con la guida tematica dell’Albero della Vita (arte, storia e cultura; natura e paesaggi; percorsi; arte, gusto e turismo; spiritualità). Nel Welcome Centre, il luogo di prima accoglienza del turista, attraverso totem multimediali e schermi al plasma, i gruppi di pellegrini possono visionare filmati e fruire del portale www.futouring.it navigando in wi-fi gratuito.
Grazie al suo restauro conservativo è inoltre possibile sfogliare virtualmente un Corale del XVIII secolo con immagini in alta risoluzione restituite attraverso il ‘turning page’. Mentre con il ‘filmato d’autore’ si può fare un viaggio fra architettura e natura da Assisi fino a Roma - con focus sul “quadrilatero” santo reatino – che consente di apprendere le principali tappe del cammino francescano: un itinerario raccontato da una voce narrante che ricostruisce attraverso le immagini, la genesi storico-architettonica del complesso di Greccio alternata alle biografie del Santo. Inoltre questo e molto altro è integrato all’interno del portale del Distretto Tecnologico per i beni e le attività Culturali (www.futouring.it).


