LE CHICCHE IN EMILIA ROMAGNA
Controllare gli orari di apertura dei luoghi (diversi per ogni città).
L’orario di chiusura dei Beni può essere anticipato nel caso si formassero code troppo lunghe.
Le aperture dei luoghi di Giornata FAI sono tutte a cura di volontari.
BOLOGNA
Chiostri e Convento di San Domenico - Bene normalmente chiuso al pubblico
Il nucleo primitivo della casa-convento dei frati Predicatori, poi chiamati Domenicani, venne costruito verso il 1220. Nel 1228 con l’aumento del numero dei frati fu necessario ampliare la Chiesa e il convento fu ricostruito durante il XIII secolo con l’aggiunta di due chiostri separati dalla biblioteca. Altri importanti interventi architettonici e ristrutturativi si fecero nel XV e XVI secolo: tra questi la biblioteca, un ampio salone, il dormitorio, il refettorio e la conclusione del chiostro grande progettati dall’architetto Antonio Morandi detto il Terribilia. Nel 1798 un decreto della Repubblica Cisalpina sancisce la soppressione del Convento e l’allontanamento dei frati. Durante uno degli ultimi restauri è stata scoperta la presunta cella nella quale S. Domenico spirò nel 1221.
Accademia di Belle Arti
L’Accademia di Belle Arti è situata negli spazi che erano del Convento dei Gesuiti ed è attigua alla Pinacoteca, da cui è divisa da un grande cortile - chiostro con una bella cisterna seicentesca. E’ importante soprattutto la Chiesa del Convento ora adibita ad Aula Magna di pure linee settecentesche con pieni e vuoti che si rincorrono tra gruppi di colonne. Interessanti sono le due grandi logge ortogonali che dovevano far parte delle “maniche” del Convento e che ora ospitano la gipsoteca che consiste in numerosi bassorilievi di varie epoche e copie di statue greco-romane. Nell’aula di incisione insegnò Giorgio Morandi.
CESENA
Santa Cristina, un gioiello neoclassico - Bene normalmente chiuso al pubblico
In occasione della XX edizione della Giornata di Primavera FAI 2012 verrà proposta al pubblico la visita della chiesa di Santa Cristina, raffinato monumento neoclassico situato a Cesena in via Chiaramonti. Di origine medievale, fu riedificata più volte nel corso dei secoli, tuttavia, una nuova ricostruzione si ebbe per volere di papa Pio VII, su richiesta della sorella Ottavia, avvenuta durante la permanenza del pontefice a Cesena (il palazzo della sua famiglia si trova poco oltre sulla stessa strada), nel 1814 di ritorno dalla prigionia di Fontainebleau. Ricorda il cronista Francesco Zarletti: "Giunto il Papa a Roma comise al suo architetto Giuseppe Valadier l'incarico di ricostruire tanto la chiesa che l'abbitazione di questo parroco di S. Cristina prendendone il dissegno dal Panteon di Roma tenendosi a quelle modificazioni che esigeva la località del luogo". La chiesa fu edificata tra il 1816 e il 1825 con poche varianti rispetto al progetto originale dell’architetto romano. Nel secolo 1900 furono effettuati una serie di interventi di ripristino, modifiche interne e restauro. Di recente sono stati ultimati gli imponenti lavori di restauro (2005-2010) che hanno interessato chiesa, cripta e canonica. Saranno organizzate visite guidate a cura degli "Apprendisti Ciceroni”, allievi del Liceo Classico Vincenzo Monti di Cesena: si partirà dal nuovo sagrato ad osservare la rigorosa facciata su via Chiaramonti, ammirando poi lo spazio interno a pianta centrale coperto dalla cupola a lacunari, fino ad esplorare gli inediti e suggestivi spazi della cripta, aperti per la prima volta al pubblico.
CIVITELLA (FC)
Castello di Cusercoli- Bene normalmente chiuso al pubblico
Il castello viene edificato su una preesistente fortificazione di epoca romana, nel Medioevo. Subisce importanti trasformazioni nel corso del XIV e del XVIII secolo.
MODENA
Cimitero di Modena
Il cimitero di Modena intitolato a San Cataldo è composto da una parte antica e una recente. Il progetto della fabbrica cimiteriale fu elaborato tra il 1860 e il 1870, molti anni dopo la sua reale progettazione promossa da una corte ducale che l’unificazione nazionale aveva costretto all’esilio. Il complesso delle opere scultoree presenti consente di delineare un profilo generale della storia della scultura modenese tra Otto e Novecento e costituisce una testimonianza di stile e di gusto dell’epoca. La sezione più recente, del 1971, è stata curata dal grande architetto Aldo Rossi.
TREDOZIO (FC)
Ex Convento della SS. Annunziata - Bene normalmente chiuso al pubblico
L’arrivo delle monache nel convento consacrato alla SS. Annunziata risale al 1536. Con le soppressioni degli ordini religiosi decretate dal nuovo Regno d’Italia, le monache furono costrette ad abbandonare il convento e i loro beni vennero messi all’asta. Al complesso conventuale furono apportate significative trasformazioni con l’intento di trasformare la struttura in una residenza signorile. Dopo il secondo conflitto mondiale, il complesso è stato abbandonato e solo nel 1980 fu acquistato dal Comune di Tredozio che ha avviato una prima fase di interventi di restauro. Dal 2002 è in atto una seconda fase che prevede la rifunzionalizzazione dell’intero complesso.
PARMA
Il Collegio delle Orsoline di Parma - Bene normalmente chiuso al pubblico
Il Palazzo delle Orsoline nasce nel 1676 grazie a una donazione privata e con il patrocinio della Casa Ducale. Edificio barocco , con cortile e porticato , viene arricchito nel tempo di ben cinque cappelle affrescate e arredate ancora oggi con parte degli arredi originali. Gli interni presentano sale neoclassiche affrescate a tromp l’oeil. All’interno bella collezione di dipinti di soggetto religioso dal XVI al XX secolo.
FIORENZUOLA (PC)
Palazzo Bertamini Lucca - Bene normalmente chiuso al pubblico
La settecentesca costruzione a piana rettangolare
di proprietà privata, è riccamente affrescata dal Rusca (1680-1750) abile pittore e frescante che ha decorato le sale con ciclo di affreschi con numerosi soggetti e figure tra cui le Metamorfosi di Ovidio . Dagli scavi del palazzo provengono le ghiaie servite per i reinterri ed i rilevati che hanno dato il nome ad uno dei quartieri più caratteristici della cittadina: le Gerasse.
RAVENNA
Luoghi danteschi (antichi Chiostri Francescani, tomba di Dante e Quadrarco di Braccioforte, Basilica di San Francesco) – Bene normalmente chiuso al pubblico
La zona dantesca di Ravenna, detta “del silenzio” per reverenza verso la presenza delle spoglie del poeta, è uno dei luoghi più suggestivi della città, in cui si incontrano le memorie delle due più grandi figure del Medioevo italiano, Dante e San Francesco. La sua attuale sistemazione risale al 1936.
Recentemente riaperti dopo un importante restauro, i due Chiostri francescani, attorno ai quali si articola il complesso conventuale francescano, risalgono al secolo XV. La Tomba di Dante accoglie le spoglie del poeta, spentosi nella notte fra il 13 e il 14 settembre 1321, dopo circa quattro anni di dimora a Ravenna, suo “ultimo rifugio”. Addossato alle mura del convento francescano, il tempietto neoclassico, opera dell’architetto Camillo Morigia, venne edificato nel 1780. Note le vicissitudini delle ossa, dapprima nascoste ad opera dei frati Francescani per sottrarle alle velleità fiorentine (1519), poi celate nel Quadrarco di Braccioforte, in cui vennero ritrovate per essere ricollocate nel sepolcro, al cui interno dal 1908 arde una lampada alimentata con l’olio donato ogni anno dalla città di Firenze. Ogni giorno, al tramonto, una campana rintocca in ricordo di Dante.
A lato del sepolcro, circondato da una cancellata in ferro battuto, opera novecentesca di Umberto Bellotto, il Quadrarco di Braccioforte, sepolcreto a cielo aperto risalente al XV secolo, oggi giardino verdeggiante di allori, deve il suo nome all’invocazione del Braccio Forte di Gesù quale garante in una questione di prestiti segreti. La Basilica di San Francesco, affidata all’Ordine francescano nel 1261, era stata realizzata nel V secolo sotto il vescovo Neone. Fu ricostruita fra nono e decimo secolo, periodo in cui si colloca anche la costruzione del campanile. Numerose le opere d’arte all’interno, fra cui la Cappella Polentana. Qui si tennero i funerali di Dante Alighieri.
REGGIO EMILIA
Ex palazzo Ducale, oggi sede Prefettura e Provincia – Bene normalmente chiuso al pubblico
Appartamento privato del Prefetto nell'Ex Palazzo Ducale, ora sede di prefettura e Provincia
L’imponente Palazzo Ducale di Reggio Emilia, che prospetta su corso Garibaldi, fu costruito come sede del Governo ed a spese del Comune a partire dal 1793 sul sito dell’antico monastero e della Chiesa di San Pietro Martire. Nel 1814 fu poi donato al Duca di Modena Francesco IV che incarica l’architetto Domenico Marchelli di un progetto di revisione ed ampliamento per farne una “fabbrica” più rappresentativa. Dopo un lungo e recente restauro oggi il palazzo ospita le sedi di Prefettura e Provincia.
RIMINI
Chiesa di Sant’Agostino
Chiesa trecentesca con affreschi della pittura riminese del Trecento dove sono stati scoperti recenti pitture murali con interessanti restauri.
Chiesa dei Servi
Chiesa trecentesca che ha subito importanti interventi in epoca barocca. All’interno sono presenti ambienti che conservano pitture murali del Trecento (scoperti recentemente) e pavimentazioni originali.


